Login      Registrazione       martedì 9 febbraio 2010

                                            Sono nato a Genova il 6 gennaio 1955 gianni noli
capricorno - ascendente leone.
Vivo e lavoro a Novi Ligure.
Mi sono occupato di comunicazione, politica, organizzazione,
 turismo, radio, stampa ecc. fino al 1990.
Poi ho iniziato a fare arte come vaccinazione rispetto a tutto quanto avevo fatto e sopportato prima.
Inizialmente ho riscoperto il piacere
di "lavorare il legno" tramandatomi dal mio Papà, contaminandolo con altri materiali.
Poi sono venuti: il ferro, il cemento, le plastiche,l'oro e l'argento, le resine...
è stata poi la volta della poesia,
della scenografia, della performance e...
la storia continua con il video, l'arte digitale e la mail art... .
Ho iniziato ad esporre nel 1993, ho all'attivo oltre 70 mostre tra collettive e personali sparse per tutta l'Italia ed  anche all'estero in Francia e Germania ed ultimamente in Finlandia.   


 OLTRE IL NEOLOGISMO

 

 

Multimedialità è un neologismo recente per indicare spesso un percorso che un artista è solito realizzare. Un’esigenza che la serialità non è riuscita ad incasellare. Ma è solo un neologismo, una delle tante etichette di cui ci serviamo per orientarci nel caos del contemporaneo. Gianni Noli ha un percorso che si sta rapidamente definendo e personalizzando. Un percorso in cui, agli inizi, ha lasciato più agli altri in situazioni di compartecipazione. Ora dal 2003 ha deciso di essere più personale/individuale a proporci il suo essere sotto diverse forme (scultura-performance-haiku-scenografia) ma chiaramente identificabili. E così deve essere. Non rimpiangere, rinnegare i percorsi fatti/tentativi ma riuscire ad imboccare, dopo le esperienze precedenti, la strada che ci può far conoscere un Gianni Noli più incisivo, maturo. La sua partecipazione al network lo ha proiettato in una dimensione che il vivere in provincia può limitare. Una vecchia storia. Ma la provincia è spesso la linfa della metropoli. Una metropoli che ormai è condizione psicologica/mentale poiché il vivere in un luogo è soltanto una semplice questione di residenza. Poiché il nostro pensare e agire è collegato al network, un insieme più vasto. Una megalopoli dell’arte che spesso è un mondo non semplicemente come sovrastruttura, ma un mondo più reale di quello in cui siamo inseriti quotidianamente. Un significato espresso molto bene dalla sua scultura, La Chiave, e dall’installazione, La Toppa. Il poter  vedere non è da tutti. Qualcuno ha il dono di aiutare a evidenziare quello che l’abitudine al convenzionale rende incapaci a riconoscere.

 

                                                           GIANCARLO DA LIO


 

mail to: giilon@iol.it  

 


 

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